ASILO IN EUROPA – COI – Informazioni sui Paesi d’Origine: Mali Giugno 2020

FONTE Asilo in Europa

Situazione politica e stato di sicurezza


2 giugno: il Segretario Generale delle Nazioni Unite pubblica un report sulla situazione politica e di sicurezza in Mali negli ultimi mesi. Dal report emerge che, nonostante l’insicurezza e la paura legate alla pandemia di Coronavirus, si sono svolte le elezioni legislative (29 marzo-19 aprile), non senza problemi: il leader dell’opposizione e il Presidente dell’Unione per il partito popolare e democratico, Soumaïla Cissé, sono stati rapiti da presunti estremisti nella Regione di Timbuktù. La Missione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA) ha continuato a sostenere gli sforzi del Governo per combattere l’impunità ed ha anche fornito, a prigioni e tribunali, dispositivi medici e sanitari per aiutare le istituzioni giudiziarie a mantenere i servizi essenziali durante la pandemia. In questo contesto si sottolinea anche la grazia concessa dal Presidente a quasi 1500 prigionieri, così da alleggerire le prigioni durante la minaccia del Covid-19. Il report rileva inoltre che, anche se il dialogo, aiutato dalle Nazioni Unite, ha portato ad accordi di pace tra alcuni comuni e villaggi, la violenza intra-comunitaria persiste nel Paese (UN Security Council – Situation in Mali Report of the Secretary-General).


3 giugno: La Francia afferma che il capo di Al-Qaeda nel Nord Africa, Abdelmalek Droukdel, è stato ucciso durante un’operazione militare francese nel nord del Mali. La Ministra della difesa francese, Florence Parly, ha affermato che era da tempo che le forze francesi avevano indebolito i gruppi terroristici in quella zona (BBC News – Al-Qaeda chief in north Africa Abdelmalek Droukdel killed – France).

12 giugno: l’esperto indipendente sulla situazione dei diritti umani in Mali delle Nazioni Unite, Alioune Tine, esorta il Governo maliano ad intensificare le misure per porre fine alle esecuzioni extragiudiziali e rompere così un circolo vizioso di impunità. Tra gli episodi riportati, Alioune Tine sottolinea che a seguito di un assalto da parte di un convoglio militare, il 3 giugno, ai danni del villaggio di Yangassadiou nella Regione centrale di Mopti, i militari hanno giustiziato sommariamente almeno 15 persone e arrestato diverse altre.

Solo due giorni dopo, soldati di un altro convoglio militare ed un gruppo di cacciatori tradizionali dogon armati (dozos), hanno ucciso 37 persone, tra cui tre donne e tre bambini, dopo aver aperto il fuoco indiscriminatamente sugli abitanti in fuga del villaggio a Binedama, sempre nella Regione di Mopti. Ancora, il giorno seguente, un’altra unità militare ha condotto un raid nel villaggio di Massabougou nella Regione del
Ségou, uccidendo sommariamente nove uomini, tutti membri della comunità di Peulh (fulani) (OHCHR – UN expert urges Mali to step up measures to end extrajudicial executions and vicious cycle of impunity).

15 giugno: 24 soldati sono rimasti uccisi ed altri ancora risultano dispersi, a seguito dell’agguato ad un convoglio nel Mali centrale. L’esercito ha confermato il ritrovamento di otto sopravvissuti vicino al confine con la Mauritania. Ancora nessun gruppo ha rivendicato l’attacco (BBC News – Mali ambush: Gunmen kill 24 in attack on convoy).

22 giugno: a Bamako, decine di migliaia di maliani sono scesi nelle strade, per chiedere le dimissioni del presidente Ibrahim Boubacar Keita, il cui governo è accusato di corruzione e di non riuscire a reprimere la crescente violenza nelle regioni settentrionali e centrali del Paese. La protesta, sedata con gas lacrimogeni, era stata organizzata da una coalizione di gruppi di opposizione e società civile, tra cui l’influente chierico, Mahmoud Dicko (OCHA – MALI – Rapport de situation Dernière mise à jour: 17 juin 2020).

Diritti umani e libertà fondamentali


10 giugno: il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti (USDOS) pubblica il report annuale sulla libertà di credo religioso in Mali. Tra i rilievi più importanti, il report afferma che, nonostante la Costituzione proibisca la discriminazione religiosa e garantisca alle persone la libertà di religione in conformità con la legge che criminalizza gli abusi contro la libertà religiosa, lo stato di insicurezza diffusa presente nel Paese ha soffocato la piena attuazione di queste leggi. Già a settembre 2019, durante un incontro sul ruolo dei leader religiosi nella stabilizzazione del Paese, il Presidente dell’Alto Consiglio islamico del Mali (HCIM), Cherif Ousmane Madani Haidara, aveva invitato i partecipanti a prendere un ruolo attivo e servire come mediatori della pace e, a febbraio di quest’anno, il Governo maliano ha emanato un decreto che istituisce un Segretariato nazionale per l’attuazione di una nuova strategia nazionale per contrastare l’estremismo violento (USDOS – 2019 Report on International Religious Freedom: Mali).


Situazione umanitaria


17 giugno: l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) pubblica un report
sulla situazione generale in Mali. Il Report riporta l’andamento dei contagi da Covid-19, che al 16 giugno 2020 erano 1885, con 106 decessi. Per quanto riguarda la stabilità generale del Paese, le Nazioni Unite si dichiarano preoccupate. Infatti, oltre il 75% degli incidenti segnalati a maggio, su un totale di 282, si sono verificati nelle regioni di Mopti (175 casi) e Ségou (107 casi), nell’area centrale del Paese, dove è crescente la situazione di instabilità. Gli altri si sono verificati nel nord del Paese, altra area segnata da forti conflitti interni e una situazione di instabilità sempre peggiore. In particolare nelle regioni di Gao (47 casi), Timbuktu (30 casi) e Ménaka. Gli uomini rimangono i più colpiti dalla violenza, tuttavia è sempre maggiore il numero di donne e bambini tra le vittime. I
partner umanitari sono preoccupati per l’aumento degli atti che minano la protezione dei civili e chiedono il rigoroso rispetto dei diritti umani. Il numero di sfollati interni è aumentato da 207.751 persone nel dicembre 2019 a 250.998 nell’aprile 2020 e i bambini rappresentano il 58% della popolazione sfollata (OCHA – MALI – Rapport de situation Dernière mise à jour: 17 juin 2020).