COORDINAMENTO MIGRANTI BOLOGNA – Conferenza stampa per la chiusura del Centro Mattei

FONTE COORDINAMENTO MIGRANTI

Conferenza stampa, giovedì 23 luglio, ore 17, Piazza Maggiore, davanti al Comune di Bologna

Chi non vuole chiudere il Mattei?

Per i migranti che vivono nel centro Mattei il ritorno alla normalità che dovrebbe seguire alla pandemia continua ad essere segnato dal razzismo e dallo sfruttamento. Continuano a vivere in camere sovraffollate, dove sono ammassate decine di persone, e in spazi dove non è possibile mantenere il distanziamento sociale. Continuano ad andare al lavoro in fabbriche e magazzini dove non viene rispettata alcuna norma di sicurezza e di prevenzione. Dopo mesi di emergenza sanitaria e di proteste da parte dei migranti, nel centro di via Mattei ogni giorno vengono messe in pericolo le vite e la salute dei migranti e di tutti coloro che vivono in questa città.

In una recente dichiarazione, marcatamente razzista, per negare ogni responsabilità della sua categoria, un imprenditore ha dato la colpa dei contagi alle “abitudini di vita” dei migranti. Noi invece sappiamo che le responsabilità di tutto questo sono altre e sono chiare. Ad esporre continuamente migranti e richiedenti asilo al contagio sono lo sfruttamento che i padroni impongono per il loro “bisogno” di profitto attraverso la legge Bossi-Fini, le leggi Salvini e il razzismo democratico delle istituzioni. 

Se il precedente governo ha chiuso quella che veniva chiamata “accoglienza diffusa” per concentrare donne e uomini migranti in grandi centri che funzionano come dormitori, questo governo – mentre rinnova gli accordi con la Libia inaugurati da Minniti – sembra voler proporre una riforma delle leggi Salvini che lascia sostanzialmente immutato il sistema di controllo e ricatto che i richiedenti asilo subiscono quotidianamente una volta giunti in questo paese. Durante questi mesi, nonostante le denunce dei migranti del CAS e le continue richieste di chiudere i centri e trasferire gli ospiti in appartamenti, la Regione, il Comune e la Prefettura si sono limitati a parlare tanto e a non fare nulla, rimbalzandosi le responsabilità e lasciando le cose immutate.


Circa due settimane fa nel centro Mattei sono stati trovati casi di coronavirus, legati al focolaio scoppiato nel magazzino Bartolini, ma nemmeno di fronte a questo sono stati adottati i provvedimenti adeguati. I migranti contagiati sono stati messi in isolamento, pagando il costo sanitario ed economico dell’indifferenza delle istituzioni. Per chi è costretto a lavorare con contratti precari, brevi e a chiamata la quarantena vuol dire non poter lavorare, non avere diritto né alla disoccupazione né ad alcun sussidio, non avere alcuna entrata economica e a volte a dover rinunciare ai propri progetti di vita.

Nel frattempo, proprio nella logistica si sono accesi nuovi focolai in città, ma tutto continua come prima. Evidentemente per le istituzioni e per i padroni non ha nessuna importanza se il contagio continua sulla pelle dei migranti: d’altra parte, l’economia e i profitti di questa regione dipendono significativamente dalla condizione di ricatto in cui sono tenuti i migranti nei centri, dove le agenzie in appalto e subappalto possono reclutare direttamente forza lavoro quando serve e per il tempo che serve per far funzionare fabbriche e magazzini.


Chiediamo a tutte le comunità di migranti e richiedenti asilo, alle nuove generazioni che sono scese in piazza contro il razzismo, a tutte le associazioni e realtà che in questi mesi non hanno smesso di stare dalla parte dei migranti, di partecipare alla conferenza stampa in piazza Maggiore, davanti al Comune di Bologna, giovedì 23 luglio ore 17 insieme ai migranti del centro Mattei per chiedere la chiusura del centro.

Black Lives Matter Bologna – Coordinamento Migranti Bologna

Per info e adesioni:
coo.migra.bo@gmail.com
Babacar: 3275782056
Seyna: 3208649430