COMUNE INFO – Diritti in Italia

FONTE COMUNE INFO

Roberta Ferruti

ual è oggi lo “stato di salute” dei diritti in Italia? Lo racconta il Rapporto sullo stato dei Diritti ideato da A Buon Diritto (grazie al sostegno dell’Otto per mille della Chiesa valdese e metodista), che è stato presentato in diretta facebook giovedì 25 giugno (con interventi di Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto, Alessandra Trotta, moderatora della Tavola Valdese, Valentina Calderone, direttrice di A Buon Diritto e curatrice del Rapporto insieme ad Angela Condello, ricercatrice in Filosofia del diritto, Andrea Borruso, presidente di OnData, Davide Gallucci di Cannibali & Re e alcune ricercatrici e ricercatori che si sono occupati dei capitoli specifici del rapporto).

La nuova versione, visibile all’indirizzo www.rapportodiritti.it/, fornisce un quadro completo e un’informazione competente degli argomenti, corredata di 63 grafici, 17 storie, 18 timeline e 18 capitoli. Il sito è stato ideato come un viaggio alla scoperta dello stato attuale dei nostri diritti e simbolicamente rappresentato da un astronauta che cade sulla terra e via via ne scopre i vari aspetti, “spaziando” (termine più che appropriato) tra i vari temi: LGBTQI+, libertà e autodeterminazione femminile, diritto all’abitare, disabilità, ambiente, libertà di espressione, migrazioni, integrazione, diritto alla salute e al lavoro.

In questo viaggio scopriamo, nella sezione Libertà di espressione e di informazione, scopriamo che l’Italia è al quarantatreesimo posto nella classifica mondiale del World freedom press 2019 ma che, nonostante ciò, nel 2019 sono avvenute alcune sentenze interessanti: il 14 gennaio 2019 il Tribunale di Bergamo ha condannato Roberto Calderoli per diffamazione con aggravante razziale ai danni di Cécile Kyenge, per la tristemente nota affermazione che accostava l’ex ministra a un orango; il giorno seguente il sindaco di Pontinvrea è stato condannato per diffamazione ai danni dell’ex presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, per aver affermato di desiderare che alcun condannati per violenza sessuale venissero mandati ai domiciliari a casa della stessa, al fine di “metterle il sorriso”; il 13 giugno 2019, il Tribunale di Milano, ha condannato la testata giornalistica Libero Quotidiano per diffamazione ai danni di diverse cooperative, per aver pubblicato un articolo dal titolo “Elenco di papponi che si arricchiscono con la tratta dei neri”. Inoltre, il 15 aprile 2019 è stato approvato il primo regolamento dell’Agcom contenente “Disposizioni in materia di rispetto della dignità umana e del principio di non discriminazione e di contrasto all’hate speech” e il 31 ottobre 2019 è stata istituita al Senato la Commissione parlamentare straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, su mozione della senatrice a vita Liliana Segre. Questo lodevole tentativo ha comunque conosciuto una risposta preoccupante, visto l’elevatissimo numero di astenuti alla votazione della mozione (98 senatori). Il fatto purtroppo non sorprende, visto il clima verso i migranti in cui da tempo è impregnata la nostra società.

Eppure, si legge nel Rapporto, nel corso del 2019, secondo i dati forniti dall’Istat, gli stranieri regolarmente presenti in Italia sono stati 5.255.503, un dato che, in termini assoluti, si presenta in linea con quello degli altri Paesi Ocse, ma in termini relativi – ossia in comparazione con la densità della popolazione di ciascuno di essi – attesta che l’Italia non è fra i paesi Ocse con i flussi migratori più elevati. Anzi, la larga maggioranza degli stranieri regolarmente residenti sono cittadini europei o lungo soggiornanti (il 74,2%, in aumento dell’1,8% rispetto al 2018): 1.583.169 provengono da Paesi dell’Unione europea e sono dunque cittadini europei a tutti gli effetti, 3.717.406 sono cittadini extraeuropei, di cui però 2.314.816 dotati di permesso di soggiorno di lungo periodo, ossia di una tipologia di permesso che, oltre ad attestare un avvenuto inserimento lavorativo e sociale, consente l’accesso a larga parte dei diritti e delle prestazioni.