Per un Centro di Documentazione sui paesi d’origine

di Marco Marano

L’idea di costituire un Centro di Documentazione sugli Stati d’origine, nelle città ad alto tasso di comunità nazionali è ormai una necessità che però difficilmente viene espressa da quelli che potremmo definire “centri di bisogno informativo”.

I target che rientrano dentro questa denominazione sono vari e possono essere rintracciati nelle interfacce pubbliche dove operatori, insegnanti, terzo settore, ma anche cittadini interessati, si muovono e lavorano.

Scuole, enti pubblici, organizzazioni sociali, uffici immigrazione, enti per le protezioni internazionali, nel momento in cui si approcciano a cittadini che potremmo genericamente definire “stranieri”, sono sforniti, il più delle volte, delle informazioni basiche sui paesi d’origine delle persone con cui interagiscono.

Questo gap informativo rappresenta forse una delle più alte barriere sociali che rendono difficoltosa ogni azione di accoglienza ed integrazione sociale.

Ora, ci sono delle considerazioni di fondo da fare sul tema. Si, perché l’idea che la persona diversa da noi che incontriamo sul pianerottolo o al bar o sul bus, non c’entri niente con noi al punto da disinteressarci del tutto al motivo per cui lo incontriamo sul pianerottolo o al bar o sul bus, è una idea che parte da lontano…

Innanzitutto dalla cultura giornalistica, che in Italia tradizionalmente è disinteressata a coprire in modo sistematico la cosiddetta area “Esteri”… Poi le scuole, dove al di là della disciplina canonica della Geografia politica, non si riesce ad andare.

Ma se queste ragioni, diciamo così, a carattere antropologico del sistema culturale italiano, connotano una frattura diffusa, è con altrettanta forza che occorre segnalare la necessità di ribaltare questa visione del mondo.

O perlomeno costruire gli strumenti affinché il sistema pubblico locale, in modo altrettanto diffuso, al di là dei target suddetti, inizi ad innescare dei meccanismi sociali finalizzati a guarire, nel suo insieme, questa visione antropologica. Occorre quindi passare da una visione della conoscenza etnocentrica ad una relativista.

L’idea insomma che proprio un centro di documentazione pubblico possa diventare punto di riferimento della città, è una idea che si confronta direttamente con i bisogni di conoscenza del nostro tempo.

Una idea che si declina non solo con una sistematica raccolta e pubblicazione di dati e informazioni, ma anche con situazioni sociali dove operatori, assistenti sociali, insegnanti, studenti, cittadini, in modo singolo o collettivo, possano usufruire di strumenti multimediali e multidisciplinari, workshop, giornate sudi, convegnistica, stage, in collegamento diretto con le realtà associative delle comunità nazionali.

In un’altra parte del sito abbiamo proposto un’idea progettuale possibile o se vogliamo basica, che vuole semplicemente essere un punto di partenza…

PROGETTO – Centro di Documentazione sugli Stati d’Origine (Ce.Do.S.Or)