ICCU – La valorizzazione degli archivi digitali, sorgenti di sapere per la comunità

FONTE ICCU

Nasce il Vademecum per il trattamento delle fonti orali, frutto di un lavoro collettivo che coinvolge rappresentanti dell’università, della pubblica amministrazione, tra cui l’ICCU, e delle associazioni scientifiche di riferimento in Italia, contiene una sintesi delle indicazioni utili per il trattamento delle fonti orali.

Indicazioni utili a ricercatori, archivisti, bibliotecari e documentalisti, per curare la salvaguardia di materiali che altrimenti rischiano un irreversibile deterioramento.

Il documento punta a informare e sensibilizzare i professionisti sull’importanza di conservare e archiviare correttamente le fonti orali, quale presupposto per la loro valorizzazione.

Che cos’è una fonte orale?

Quando si parla di fonti orali ci si riferisce a fonti potenziali, connotate dal punto di vista
disciplinare, prodotte e materializzate deliberatamente nell’ambito di una ricerca concepita e promossa da soggetti privati o da enti e istituzioni diverse per necessità contingenti di indagine. Nell’ambito del gruppo di lavoro che ha elaborato le presenti indicazioni si è assunto che ciascuna fonte orale possa essere costituita da uno o più documenti, anche di tipologia diversa, inerenti un determinato evento comunicativo che si struttura intorno alla registrazione o documento sonoro e/o audiovisivo per dotarlo di efficace rappresentazione.

È auspicabile pertanto che le fonti orali siano custodite e consultate in istituti di conservazione in cui i documenti sonori e/o audiovisivi permangano in relazione con tutti gli altri documenti prodotti nell’ambito di uno stesso evento.
Lo strumento qui proposto, quindi, ambisce a individuare utili modalità di produzione e descrizione di tali documenti nell’ottica di garantirne una efficace conservazione ed esposizione.

Alcuni elementi teorici

  1. La documentazione che costituisce la fonte orale è da considerarsi tale nella sua organicità e nelle relazioni che i singoli documenti intrattengono tra loro. La singola registrazione sonora e/o audiovisiva perde di valore e significato se sottratta alla rete di relazioni con gli altri documenti prodotti insieme o in relazione alla registrazione: quanto nelle singole tradizioni disciplinari che producono fonti orali viene definito “materiale di corredo” (anche “materiale di accompagnamento” o “materiale a supporto”) costituisce il “complesso documentario” di riferimento che fornisce adeguati strumenti di lettura della registrazione. Tali materiali sono essi
    stessi documenti che dovrebbero offrire tutte le informazioni necessarie a comprendere gli eventi comunicativi, i protagonisti di tali eventi e le reciproche relazioni.
    Pertanto, la relazione tra la registrazione sonora e/o audiovisiva e tutti gli altri materiali prodotti propedeuticamente, contemporaneamente e a volte successivamente all’evento, e l’integrità di tali risorse costituiscono il “complesso documentario” di riferimento per i successivi trattamenti descrittivi.
    Questo approccio ha una serie di implicazioni, sia in fase di produzione sia in fase di descrizione e conservazione:
    a. le registrazioni non possono essere sottratte al complesso del “materiale di corredo” (vale a dire che l’archivio non può essere smembrato);
    b. le registrazioni dovranno essere descritte nel rapporto che intrattengono con gli altri documenti prodotti durante lo stesso processo o lavoro di ricerca, e in rapporto con chi tale processo formulava e/o produceva.
  2. Il trattamento descrittivo delle fonti orali, che è funzionale alla possibilità di renderle accessibili (cfr. Sezione Valorizzazione, uso e riuso), impone di rappresentarne i contesti di riferimento all’interno dello strumento di consultazione (per esempio, inventario archivistico e/o catalogo bibliografico).

La produzione

Si intende qui fornire una base teorica per l’attività di creazione di una fonte orale, dal momento in cui viene elaborato il progetto di ricerca, al momento in cui la fonte viene acquisita.
L’elaborazione di un progetto di ricerca è infatti la fase di partenza per circoscrivere e delineare l’argomento di interesse, le motivazioni della scelta, l’analisi dei luoghi e dei soggetti da coinvolgere.
Tutte le operazioni connesse al trattamento delle fonti orali sono strettamente collegate alla fase primaria in cui si svolge il processo di produzione della fonte: il momento in cui un ricercatore viene in contatto con la persona o i gruppi umani individuati come sorgenti di sapere è da considerare centrale e irripetibile. Ad esso va dedicata particolare cura. Solo se si riserva la dovuta attenzione al momento della costruzione della fonte, alla relazione che si stabilisce tra chi registra e chi viene registrato, possono essere ricavate tutte le informazioni necessarie a identificare la fonte e stabilire tutte le condizioni per consentirne l’accesso e l’uso nel tempo.
Propedeutica alle registrazioni è ovviamente anche la scelta degli strumenti tecnici da utilizzare. Un fondamentale cambiamento di prospettiva per quanto riguarda le fonti orali è stato provocato nel tempo dall’avanzamento tecnologico. La possibilità di registrare una fonte ha infatti portato necessariamente a ridefinirne l’approccio, fornendo la fisicità e materialità necessarie a permettere anche in futuro la possibilità di accedere direttamente alla fonte, senza la necessaria mediazione della scrittura /trascrizione: la registrazione, in quanto operazione che fissa su un supporto l’evento da documentare, ha assunto nel tempo particolare rilevanza: è ormai raro concepire la fonte orale se non registrata, pur potendo legittimamente chiamare fonti orali anche quelle create prima della possibilità tecnica di registrarle o nelle situazioni in cui la registrazione non è consentita o non è opportuna.