METROPOLI STRATEGICHE – Bologna: Patto metropolitano per il Lavoro e lo Sviluppo Sostenibile

FONTE METROPOLI STRATEGICHE

Twin Metro è un’iniziativa del progetto Metropoli Strategiche, tesa a supportare azioni di scambio tra le 14 Città Metropolitane. L’idea è quella di promuovere la condivisione di progetti, iniziative e soluzioni già sperimentate e implementate dalle singole città e che possano essere di ispirazione per le altre. A tal proposito, abbiamo chiesto alle Città Metropolitane di indicarci i loro progetti più interessanti, riusciti e replicabili e in questo spazio sono riportati questi progetti, spiegati attraverso una sintetica descrizione generale, con indicati gli obiettivi e i finanziamenti necessari per attuarli, corredati da slide o video esplicativi. Ma questo è solo l’inizio! Una volta raccolte le manifestazioni di interesse delle Città sui progetti proposti, si proseguirà organizzando le attività di scambio.

Descrizione del progetto 

Il persistere della crisi pandemica Covid-19 sta determinando la più forte crisi sociale ed economica dal secondo dopoguerra, che la Città metropolitana e il suo territorio hanno condiviso di affrontare con l’adozione del “Patto metropolitano per il Lavoro e lo Sviluppo sostenibile”, sottoscritto da 51 soggetti tra cui le Unioni dei Comuni, il Comune di Bologna, la Camera di Commercio, le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali, l’Università e il mondo della ricerca, il sistema del Terzo settore, le Fondazioni bancarie, le due Diocesi, gli attori chiave del sistema educativo, sociale e della sanità e il sistema delle partecipate. Sulla base delle stime previsionali più recenti (Prometeia, ottobre 2020), l’economia metropolitana (valore aggiunto reale) dovrebbe contrarsi nel corso del 2020 del 10,9%, con un -11,1% di esportazioni e una crescita del tasso di disoccupazione del 5,1% che nel 2021 potrebbe salire fino al 5,7%. Per affrontare questa situazione e per salvaguardare e rilanciare l’alto livello di coesione sociale che da sempre ha caratterizzato il territorio metropolitano bolognese, si è condiviso con tutti gli attori sociali e istituzionali di redigere uno strumento, con l’obiettivo da un lato di affrontare la crisi e dall’altro di cogliere le opportunità per promuovere una crescita e uno sviluppo sostenibili.

Il Patto, nel configurarsi come un quadro strategico condiviso del nostro territorio, all’interno del quale identificare sia gli interventi immediati per l’emergenza sia le sfide di sviluppo nel medio e lungo periodo, si inserisce all’interno di un processo di confronto e di condivisione consolidato con il PSM 2.0 approvato nel 2018. Il nuovo Patto, quindi, non è un nuovo strumento di programmazione ma – avendo come riferimenti quelli già in essere a partire dal PSM2.0- contribuisce da un lato a dare una risposta tempestiva con azioni per l’emergenza e dall’altro seleziona alcuni progetti strategici suddivisi in ambiti (cluster) prioritari per lo sviluppo e la crescita sostenibile. Inoltre, il nuovo Patto vuole anche essere il contributo della Città metropolitana al nuovo Patto regionale per il lavoro e il clima.

Quali sono gli Obiettivi chiave del progetto e come sono stati raggiunti?

Il Patto agisce su due livelli di intervento: la gestione dell’emergenza ed i progetti strategici prioritari.

  • Le azioni e gli strumenti per l’emergenza: innovare e rafforzare la prevenzione e il contrasto all’infiltrazione mafiosa e del crimine organizzato attraverso la definizione di un protocollo per la legalità, in accordo con la Prefettura; rafforzare il Tavolo metropolitano di salvaguardia come luogo istituzionale di concertazione tra imprese e lavoratori per la salvaguardia dell’occupazione e delle attività produttive; consolidare l’azione di analisi dei bisogni e delle opportunità e di integrazione fra politiche attive del lavoro e politiche socio-economiche, avviata nel Tavolo metropolitano per l’inclusione socio-lavorativa della CTSSM di Bologna; promuovere, nel quadro delle strategie del Patto regionale, una disciplina degli ammortizzatori sociali che possa essere al massimo inclusiva; potenziare l’azione di Insieme per il Lavoro; sviluppare azioni per rispondere ai bisogni immediati delle persone; garantire, attraverso il Tavolo metropolitano sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, l’attività di monitoraggio della situazione sanitaria; istituzione del Fondo metropolitano di comunità quale strumento strutturale del welfare di comunità.
  • I progetti strategici prioritari organizzati in tre cluster: 1) Filiere produttive, qualità del lavoro, formazione e competenze, giovani, donne; 2) Una nuova sfida di sostenibilità: il territorio si rigenera e si muove; 3) Benessere, inclusione e contrasto alle fragilità.

Sia le azioni per l’emergenza che le suddette progettualità si pongono la sfida della “crescita sostenibile” del territorio in una visione che colleghi economia, occupazione, benessere sociale e tutela ambientale e che quindi traduca in investimenti le strategie europee della Next generation EU, del Green New Deal e del Digital Europe, in stretta coerenza con il costituendo “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Il Patto è in fase di attuazione.

Perché è utile per le altre città metropolitane?

L’esperienza del Patto mette in evidenza alcune peculiarità sia in termini di metodo che di processo. La definizione di un quadro strategico condiviso del territorio, all’interno del quale identificare sia gli interventi immediati per l’emergenza sia le sfide di sviluppo nel medio e lungo periodo, richiede di consolidare e valorizzare il metodo di confronto e di condivisione degli obiettivi tra istituzioni e parti sociali. Un processo che ha preso avvio con la definizione del piano strategico e che negli anni si è mantenuto ed alimentato attraverso la creazione di reti e relazioni territoriali. In questo contesto il ruolo di coordinamento della Città metropolitana è fondamentale e necessita di un ulteriore rafforzamento. Pur nella consapevolezza che gli strumenti a disposizione delle Città metropolitane, sia per garantire uno sviluppo sostenibile ed equilibrato che per creare le condizioni di equità fra le parti del territorio di cui essa è composta, sono il Piano Strategico Metropolitano e i Piani e Programmi Settoriali, il valore aggiunto del Patto è quello di superare la tradizionale verticalità di ambito/materia, per favorire un’azione integrata e multidisciplinare, che utilizzi una mixitè di saperi professionali, interessi e soggetti. La scelta è quella di puntare su “azioni di sistema” capaci di rafforzare la capacità dell’intero sistema metropolitano bolognese nel trainare la crescita e lo sviluppo economico sociale dell’intera Regione. Quindi, interventi volti al rafforzamento del potenziale di crescita, della creazione di posti di lavoro e della resilienza sociale ed economica con l’obiettivo di dare un significativo contributo verso la transizione verde e digitale. Inoltre, il Patto mette in campo alcuni strumenti innovativi come il “Fondo metropolitano di comunità”, “Insieme per il lavoro” ed il “Fondo perequativo metropolitano”. Infine, si sottolinea che il Patto prevede un sistema di governance che valorizza le strutture già attivate in seno al PSM2.0.

Con quali risorse è stata finanziato il progetto?

Le risorse non sono ancora definite