PROGETTI – Un laboratorio di giornalismo per l’alternanza scuola lavoro

di Marco Marano

I laboratori di giornalismo interculturale che proponiamo all’attenzione del lettore, sono stati realizzati presso il Servizio Protezioni Internazionali dell’ASP Città di Bologna, tra il 2018 e il 2019, nell’ambito dei progetti di Alternanza Scuola-Lavoro con gli istituti scolastici della città e della provincia, il cui fine è stato quello di “conoscere per informare”.

I temi che i ragazzi hanno sviluppato, intorno ai processi relativi alla Rete Sprar metropolitana di Bologna, hanno visto, da un lato, il perfezionamento di abilità e competenze pregresse, dall’altro, l’acquisizione di conoscenze relative al funzionamento di gran parte del sistema di accoglienza.

Il metodo di lavoro attivo ha prodotto la creazione di un blog aggiornato quotidianamente con articoli, schede, video e interviste sia agli operatori che ai cittadini bolognesi, come in un gioco di specchi tra chi sta dentro il sistema dell’accoglienza e la comunità sociale.

Un laboratorio di giornalismo per l’alternanza scuola lavoro

“Prendere appunti è la cosa che a scuola facciamo con più frequenza: intervistare una persona non è un problema…” E’ Giulia a parlare, 17 anni del Liceo Laura Bassi di Bologna. La sua risposta, quando abbiamo affrontato il tema delle tecniche per svolgere una intervista, è una chiave di lettura…

Questo perché i ragazzi che partecipano ai laboratori di giornalismo e comunicazione, presso il Servizio Protezioni Internazionali dell’ASP Città di Bologna, dalla dimensione scolastica, possono proiettare delle prassi basiche di cui sono portatori… Ma c’è un altro aspetto, ancora più pregnante, da sottolineare, che riguarda il linguaggio ed il modo in cui viene quotidianamente “confezionato” dal mondo degli adolescenti: tastiere, velocità di pensiero, essenzialità e sintesi.

Tutti elementi che quotidianamente fanno parte del corredo generazionale: scrivere 2000/2500 battute direttamente sullo smartphone, montare un video direttamente sul cellulare, mentre si è nel luogo del girato, è una cosa per loro naturale. In questo ultimo caso, senza che i ragazzi se ne rendano conto, sono naturalmente preparati alla nuova tendenza del giornalismo contemporaneo: il “Mobile Journalisme”.

Certo, in tal senso, occorre ricordargli che le riprese si effettuano con il cellulare in orizzontale e non in verticale come sono abituati a fare, oppure dargli delle dritte sullo spazio d’aria, ecc… Se la necessità di un laboratorio di giornalismo per studenti liceali, della durata di due settimane, è quella di individuare ragazzi che abbiano abilità e predisposizioni basiche verso la scrittura e il montaggio video, questa esigenza non si pone nei confronti delle riprese, poiché è un’azione sistematica della loro quotidianità.

Come per la posizione del cellulare, basta correggere alcuni approcci di cui non possono avere contezza, e il gioco è fatto. In tal senso il principale tema su cui intervenire è quello delle fonti on-line: cosa sono, come utilizzarle e come verificarle. E questo diventa di fondamentale importanza non solo per ciò che concerne la pratica giornalistica, ma soprattutto per la vita quotidiana: capire la credibilità di una informazione che circola sul web, per la loro generazione, è di vitale importanza…

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