Viaggio dentro il concetto di museo: l’educazione alla memoria

Il nostro viaggio dentro il concetto di museo ci porta ad indagare sull’educazione alla memoria storica come delega collettiva nei confronti del tempo, che sembra essere la definizione più appropriata alla vocazione museale afferente ad ogni comunità. Una vocazione che però solo se alimentata da progetti socio-educativi di tipo territoriale, potrebbe riappropriarsi di senso, in una epoca in cui la memoria non è tra le priorità dei popoli…

di Marco Marano

Se nel caso delle biblioteche il tema sostanziale, dal punto di vista dell’efficacia sulla ricaduta sociale, è quello della normalizzazione, cioè l’omologazione internazionale agli standard di catalogazione, per i musei la questione di fondo è relativa all’adozione di sistemi di qualità, anche qui condivisi a livello internazionale.

La costruzione di senso

Tali sistemi di qualità sono in qualche modo generati dalle parole d’ordine inerenti il concetto stesso di museo. Occorre così partire, per seguire il nostro ragionamento, dalle definizioni legate alla museologia. Ma non solo. Occorre anche, come nel caso delle biblioteche, intercettare il senso sociale che svolgono le funzioni di un museo.

Una definizione alquanto condivisa potrebbe essere la seguente: “Il museo è una istituzione permanente, pubblica o privata, senza scopo di lucro, al servizio dello sviluppo della società, aperto al pubblico che conserva, espone, e comunica le testimonianze materiali dell’uomo, della sua storia e del suo ambiente”. Se la raccolta di oggetti è un “archetipo del comportamento umano“, quella “delega collettiva nei confronti del tempo”, non può che sintetizzarla proprio il museo.

Prima questione: come si allinea il museo privato alla logica pubblica? Secondo il Codice dei beni culturali, il museo pubblico è associato al concetto di “fruizione pubblica”, mentre quello privato al concetto di “utilità sociale”.

La Comunità e la sua dimensione pubblica

Se volessimo fare un esperimento semplificato di scienza semiotica, individuando le parole chiavi di queste definizioni, mettendole in fila in funzione dei fattori di ricorrenza (la catalogazione delle parole più ricorrenti), ne uscirebbe un’interessante fotografia: un museo è un servizio reso al pubblico, in ragione del suo sviluppo sociale, che raccoglie, conserva, espone, comunica, testimonia sul rapporto dell’uomo col suo ambiente. Ecco che il processo di sintesi ci porta ad individuare il topic: la gestione delle testimonianze storiche è finalzzata al miglioramento della comunità

Lo scopo sociale: facilitare l’educazione alla memoria

L’International Counsil of Museum (ICOM), cioè l’organizzazione non governativa, con sede presso l’Unesco, riferimento delle attività museali di tutto il mondo, consegna una interessante definizione di “Museologia”, cioè la scienza applicata che studia i musei, da inserire nei fattori di ricorrenza: “La scienza che studia conservazione, educazione e organizzazione del museo”.

Se conservazione e organizzazione li abbiamo già incontrati direttamente o con sinonimi, la parola “educazione” è nuova e ci riporta al concetto legato ai rapporti tra le persone e dunque alla comunità… Una parola che in qualche modo è stata istituzionalizzata dal Codice dei Beni Culturali (Dl 42/2004), nella sua definizione di museo, all’art. 101: “Struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio”.

Finalità di educazione e di studio sono quelle che connotano la presenza di un museo, in quanto espositore di beni culturali. Educazione all’arte, alla cultura, alla bellezza, che diventano memoria storica, portatori della delega collettiva nei confronti del tempo… La missione, dunque di un museo ha necessariamente finalità pubbliche.

Continua…

Credit: Istituzione Bologna Musei